La lirica d’amor cortese apparve per la prima volta, nel corso del XII sec, nelle liriche dei trovatori provenzali, per poi affermarsi con successo nella letteratura in lingua d'oil del nord della Francia. Quanto più la vita cavalleresco-cortese si viene ingentilendo, tanto più viene maturando il nuovo ideale dell'amore. L'amore è sentito come un superiore principio che educa e affina l'anima, come stimolo alla perfezione dell'uomo, come fonte di ogni bontà e bellezza. Nel XII secolo si formano nell'"entourage" di alcuni grandi dame, come Eleonora d'Aquitania o di sua figlia, la contessa Maria di Champagne, dei circoli mondani chiamati "les cours d'amour", cioè le corti d'amore, nelle quali si discutono minuziosamente e in modo raffinato gli argomenti riguardanti i sentimenti e la poesia. E' da queste corti che nasce quel codice dell'amore cavalleresco che impone al giovane nobile di compiere molto imprese per l'onore della sua doma e soprattutto di dedicarle una obbedienza assoluta. Nel "De honeste amandi" di Andrea Cappellano troviamo le norme e i canoni dell'amor cortese. L'amore di cui Andrea Cappellano parla è quello extra-matrimoniale, potenzialmente adultero, quale può conoscere e svilupparsi in una società ricca di agi, raffinata, colta e dedita ai piaceri.
Romanzo cortese: etimologia e importanza nel Medioevo
Le radici del romanzo, maggiore genere narrativo dell’età moderna, possono essere fatte risalire alla civiltà delle corti feudali fiorita nell’Europa del tardo dodicesimo secolo e in particolare,alle corti di lingua francese. Il termine "romanzo",dal francese medievale “romanz”,deriva dalla locuzione latina “romanice loqui” coniata per descrivere non un fatto letterario, ma un cruciale fatto linguistico: la distinzione tra latino e lingue romanze, ovvero,tra latino e volgare. L’espressione “romanice loqui”, letteralmente "parlare al modo degli abitanti dell’impero romano", si sviluppa in opposizione a latine (loqui), "parlare latino", riflettendo il fatto che il latino, lingua di cultura e delle occasione ufficiali, e le parlate effettivamente usate sono entità profondamente diverse.( In poche parole vuole dire che questo periodo è caratterizzato dal fatto che c’è distinzione tra lingua parlata e quella scritta.La lingua parlata è il volgare anche perché risultava più semplice, e la lingua scritta era il latino.E questo comportanta quindi la nascita del romanzo) Verso la metà del XII secolo il termine “romanz” indica, le narrazioni in versi ottonari a rima baciata, che rielaborano il patrimonio mitico greco e romano o le antiche leggende bretoni sulla figura e le gesta di Re Artù. Nel XIII secolo, e sempre in Francia, romanz indica anche le narrazioni in prosa che ripropongono e sviluppano temi ed intrecci dei romanzi in versi. Questi nuovi testi, destinati fin dall’origine alla lettura e non ad un’esecuzione cantata, si propongono all’apprezzamento di un “pubblico ristretto” delle corti feudali..Il “romanz” medievale "ha qualcosa da dire" soprattutto ai cavalieri e alle dame che vivono a corte. Da qui il suo nome moderno di "romanzo cortese". Non si tratta soltanto di un dettaglio d’ambientazione: il "nuovo" genere letterario si fa portavoce di un’altrettanto nuova cultura laica e aristocratica, la cultura delle corti. Si viene sviluppando un’idea di società in cui essere "cortese" e "cavaliere" non significa più semplicemente abitare presso una corte dipendendo da un signore, per il quale si presta servizio, ma anche condividere un sistema di valori e rispettare un insieme di regole di comportamento. Tra queste "virtù cortesi" si possono annoverare la fedeltà, la lealtà, la generosità, il coraggio in battaglia,il senso della giustizia, l’eleganza del portamento e dell’eloquioIl più importante è il nuovo modo di intendere l’amore, da coltivarsi come un’arte “fin’amour”, nel quale l’erotismo ed il piacere sensuale sono vissuti nel desiderio e non perseguiti come scopo. L’amore cortese comporta lotta interiore e sofferenza e in questo senso nobilita l’animo che, dominando le passioni, si purifica e si ingentilisce; un tipo di amore che però può realizzarsi solo al di fuori del matrimonio, spesso frutto di accordi per motivi dinastici. Quindi l’amore vero non è quello coniugale(importantissimo). Questo principio audacemente laico viene affermato da Andrea Cappellano, in un suo trattato in lingua latina intitolato “De Amore”. Altro ingrediente fondamentale del romanzo cortese è il gusto per l’avventura e per il magico che genera due grandi filoni: il ciclo mitico-classico e il ciclo bretone. Il primo recupera il patrimonio leggendario della cultura greca e latina, rielaborandolo alla luce degli ideali e dei valori cavallereschi.
L’amore è l’avventura sono strettamente collegati: Le avventure più pericolose, più temerararie e formidabili erano quelle compiute per amore di una donna ( ricordati la figurare del cavaliere). Punto di vista tematico Tre tipi diversi di romanzo 1. Il romanzo che si ispira a episodi dell’antichità come Troia, Tebe, la figura di Alessandro Magno 2. Il romanzo che narra vicende di amore della narrativa greca e bizantina. 3. il romanzo che racconta episodi tratti dalla così detta materia di Britagna e dunque della leggenda di re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda ( importantissimo) Appartengono alla materia bretone le più grandi storie d’amore per esempio quella di Lancillotto, cavaliere della tavola rotonda, che ama Ginevra, moglie di re Artù, e quella di Tristano e Isotta.
Ammettilo,scemaa xD Stai facendo sta cosa in Letteratura Italiana,perchè me la sta facendo ùù -Ogni tanto faccio saltini nel tuo portfolio *-*,devi aggiornarlo più spesso è.è- E a proposito di questo amore cortese,domani mi interroga su ste cose ç.ç e prima ho fatto il tema *che bravaa xD*
«nonostante i kilometri di lontananza, sei sempre dentro di me♥